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24 ottobre 2001
"La marcia continua"
Frei Betto, da il manifesto del 16 ottobre

Cosa ne dite?
Dicci la tua!

Domenica (14 ottobre, ndr) ho partecipato alla quarantunesima marcia per la pace da Perugia ad Assisi. E' stata una marcia di tutti i popoli, dal momento che lì mi sono trovato al fianco di palestinesi, haitiani, brasiliani, donne afghane, kurdi, africani e asiatici. Ritmicamente le persone applaudivano, in una manifestazione esplicita di chi vuole non solo la pace, ma soprattutto la fine della guerra.
Inutile che i gruppi cristiani pretendessero una marcia apolitica. Non c'è nulla di apolitico sotto il sole. Lo stesso Gesù non è morto di epatite in un letto, ma dopo due processi politici, dal momento che il suo messaggio spirituale aveva profonde - e scomode - ripercussioni politiche. Nella marcia tutte le realtà sociali presenti si sono unite in un solo partito politico: il Partito della Vita, contro le forze della morte.
Parlare di pace in questo momento significa pronunciarsi contro il terrorismo dal volto invisibile e il terrorismo di stato. L'odioso attentato dell'11 settembre va esclusivamente a vantaggio di un settore della società: l'estrema destra. Umiliata nella sua vulnerabilità, la Casa bianca ha reagito con la stessa moneta, scegliendo la legge del taglione. Ma, nella guerra dell'occhio per occhio entrambi i contendenti finiscono sempre ciechi. E, per la prima volta nella storia, un impero muove guerra contro un uomo, senza curarsi tuttavia dei sacrifici che questo significa per il popolo afghano.
Gli Stati uniti non hanno imparato nulla dalla propria storia. Persero in Corea, furono sconfitti in Vietnam, lasciarono l'Iraq senza aver rovesciato Saddam Hussein. Adesso s'impantanano in Afghanistan, dove hanno speso, nei soli due primi giorni di bombardamento, ventidue milioni di dollari. Una somma che equivale al Pil del paese attaccato.
La Marcia per la Pace è stata un appello alla non-violenza attiva. Una pressione perché la diplomazia prevalga sul furore bellico, il dialogo sull'odio, i negoziati sugli attacchi. E' stata anche la prima grande manifestazione contro l'attuale modello di globalizzazione - che sarebbe più esatto chiamare globo-colonizzazione - dopo Genova e dopo la distruzione del World Trade Center. Riassestati i rapporti di forza fra l'Est e l'Ovest con la fine della Guerra fredda, resta ora da impiantare la giustizia fra il Nord e il Sud. La pace sarà reale solo quando sarà figlia della giustizia, dicevano i cartelli affissi nelle vie di Perugia.
Per il prossimo gennaio i combattenti per la pace del mondo hanno già un appuntamento marcato nel secondo Forum Social Mundial a Porto Alegre, in Brasile. La marcia continua.


Frei Betto,
domenicano brasiliano, è teologo e scrittore

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25/10/2001
Sono rivoluzionarie, nel loro buon senso, le parole di Frei Betto.
Ma siamo immersi in un clima che non pare permeabile al buon senso.
Una settimana fa sono intervenuto sulla guerra nella comunità virtuale di "Italians", quella curata da
Beppe Severgnini per il Corriere.it.
E ho espresso alcune convinzioni sul disastro che i bombardamenti stanno aggravando, senza la minima
concessione ai fanatismi (strumentalizzati), e cercando di esporre un'analisi piu' legata al petrolio
che alla lotta fra il Bene e il Male, con l'obiettivo di ritrovare una strada per la politica con alcune
proposte concrete:
a) Israele nella Nato, per dare allo Stato israeliano piu' sicurezza ma anche per imporre un limite al suo strapotere;
b) uno Stato Palestinese, con confini certi, entro Natale;
c) fine dell'embargo all'Iraq;
d) fine della presenza americana in Arabia Saudita.
Lasciate perdere la qualita' (o l'ingenuita') delle proposte: il fatto e' che ho ricevuto molte risposte, nella
grande maggioranza molto critiche, in pochi casi favorevoli, in qualche caso piene di insulti.
Si e' avviato un botta-e-risposta con alcuni di coloro che hanno ritenuto di scrivermi, e mi sono scontrato
con un'indisponibilità assoluta, fatta di concetti come:
a) "Bin Laden aveva gia' organizzato una strage a Genova, impedita dallo spiegamento di forze dell'ordine
per difendere il G8";
b) "questa guerra non deve avere limiti, ne' geografici ne' temporali, finche' l'ultimo terrorista non sara'
stato catturato";
c) "il Papa, il Cardinale Martini e tutti quelli che predicano la pace, non capiscono che la pace bisogna
volerla in due, e loro non la vogliono";
d) "la poverta' di quei popoli e' solo una scusa, i disfattisti stiano almeno zitti".
Potrei continuare (infatti, il mio dibattito elettronico prosegue).
Voglio dire che questa guerra sta gia' tirando fuori il peggio di noi, ci spinge a considerare la vita umana
con un parametro egoistico (quanti afghani valgono un americano?), ci costringe ad accettare un orizzonte
di compatibilita' che e' disponibile a molte rinunce, sul piano delle liberta' (di parola, di pensiero, di privacy).
Percio', mi sto convincendo che gli argomenti piu' efficaci, contro chi crede in questa guerra, sono quelli
materialistici: il crollo del turismo, le spese militari che sprecano risorse per la sanita' e le pensioni,
in generale, una vita piu' difficile e faticosa,piu' militarizzata e piu' pericolosa.
Viviamo in uno dei paesi piu' ricchi del mondo, forse questo e' l'unico modo per incrinare qualche certezza.
Rudi Ghedini (193.43.198.139) , Bologna

27/10/2001
Ho provato a scrivere anch'io ad Italians, ma sono stato implacabilmente censurato.
Ci avviamo, rapidamente, verso un'epoca di "normalizzazione", per cui tutte le voci contrarie al pensiero unico vengono, con i mezzi necessari, zittite.
Sono sicuro che dopo questa tornata contro il mondo mussulmano, successivamente toccherà a quello cattolico, ormai uniche forze organizzate che si oppongono al modello politico economico imposto al resto del mondo.
Probabilmente saremo l'ultima generazione che ricorderà come sia possibile aspirare ad un mondo diverso (anzi, semplicemente che sarà in grado di pensare ad un mondo diverso), con valori e principi diversi. I nostri figli, i nostri nipoti, riterranno "naturale" lo sfruttamento e la sopraffazione, riterranno una colpa la povertà, un evento naturale l'inquinamento, prove d'ingegno la corruzione ed il falso in bilancio; vivranno in mondo dove i grilli parlanti saranno stati messi tutti a tacere.
Non mi piacciono ne Bush ne Bin Laden, ma non ho alcun dubbio su quale fra i due sia il più pericoloso per i valori della società occidentale, almeno così come li abbiamo intesi fino ad oggi.

Leonardo Broseghini (212.171.168.230) , Modena

06/11/2001
bhoooooo???nn c'ho capito na mazza!!!però....................................................................................................me so rotto de scrive.
p.s.
me piaciuto l'articolo molto,molto,molto...................................bhooooo!!!!!
p.s.2
quello è un nuovo sito. quindi l'email è vera
ok a risentecce presto.

franco ciccetti (62.98.204.220) , roma

07/11/2001
english?
hola (24.129.58.103) , tasha

07/11/2001
un commento....ummm bè... se avessi qui difronte quei due... Bush e Bin Laden... direi loro tutte le cattiverie che penso sul loro conto...sono pazzi completamente,la gente muore e loro continuano a bombardarsi a vicenda senza fregarsene....LA GENTE MUORE... LA GENTE MUORE...METTETEVELO IN TESTA CHE NON è CON LE BOMBE E CON LA GUERRA CHE RISOLVETE I PROBLEMI... ANZI NE CREATE SOLO DEGLI ALTRI!!!!preferisco fermarmi qua...l'unica cosa che posso dire è ...SPERIAMO IN BENE!!! :) UN BACIO
Flavia (213.45.109.251) , caserta

07/11/2001
forse quando saremo tutti morti quei due SQUILIBRATI si accorgeranno di aver sbagliato in qualcosa!!!!!!! un baci8
Flavia (213.45.109.251) , caserta

09/11/2001
Ci vuole anche il partito della sopravvita:
Non vorrei cha a forza di stare a guardare, professare la politica del niente (ne' con quello, ne' con quell'altro), piangersi addosso, i terroristi ci ammazzano tutti.
A me sembra che l'unico motivo per queste manifestazioni sia quella di fare un po' di propaganda anti americana.
Ragazzi 'sti americani vi hanno fuso il cervello, lasciamoli pedere e proponiamo soluzioni

Tony per la vita (192.106.52.2) , genova

13/11/2001
Believing in peace means believing that it is easier to live in a world where we pretend that everything is okay and everyone gets along. That is certainly not reality and not a solution. This is a complex war, with many people to blame and with many lives at stake. I do believe in international unity for an global crisis.
Milena (152.163.197.78) , Toronto, Canada

15/11/2001
Non lo so ma senza quelle bombe senza quei morti ora Hitler ci sarebbe ancora e forse gli ebrei non ci sarebbero davvero più, come i rom e tutti coloro che non la pensavano come lui.
Non so se è coraggio od ipocrisia sbandierarsi pacifisti unilaterali ma temo questo serva solo negli stati abbastanza democratici, a Pol Pot Stalin, Hitler, ecc avrebbero fatto un baffo.
Non è forsè più drammaticamente onesto riconoscere che in taluni momenti si deve avere il tragico coraggio di farsi forza peer difendere chi da solo non può
Agli amici non violenti ad oltranza cualche volte chiedo ma se vedi che stanno violentando qualcuno che fai gli dai un buffetto e gli dici che non si fa o lo meni
io ho forti dubbi e perplessità, forse sarebbe ora di fare un salto di qualità e dire atutti i dittatori e stupratori di libertà attenti cominciamo ad esserci

Tarcio vi (62.98.33.64) , Vicenza

17/11/2001
Sono perfettamente in siuntonia col pensiero di Tarcio vi, e convinto che antiglobal,comunisti e pacifisti siano esattamente le stesse persone, quelle che credono di rifarsi ad una intelligenza sopra le parti...eppure nessuno di loro si è mai costernato per le migliaia di vittime civili che si sono avute a Berlino ed in Germania quando è stata devastata per sconfiggere il nazismo, o sbaglio? Ora sono contro la guerra perchè comporta morti innocenti. E' sempre stato così, ma se il fine è giusto, e la iniezione di libertà che ora manifestano le donne, i bambini e gli uomini afgani ne è la prova più concreta, la guerra è più che giustificata.
Paradise Lost (194.244.72.147) , Reggio E.

18/11/2001
Cara Flavia, i tuoi sono pensieri completamente infantili; l'unico delinquente è Bin Laden, non Bush. Secondo te, come bisognerebbe reagire ai terroristi, con grandi feste e decorazioni? Ma fammi il piacere...
Io (212.171.40.135) , La mia

18/11/2001
sono rimasta..........un casino delusa visto che non ho potuto leggere l'articolo sull'euro che la mia prof (........) ha detto di aver fatto PUBBLICARE su sto sito che......sinceramente....non è un granchè.
adios amigos
p.s.sono italianissima
p.p.s.questa non è la mia e-mail percui non vi azzardate a scrivere

mikaela (192.92.126.139) , udine

19/11/2001
il pacifismo e' una scelta difficile e talvolta
,per alcuni,incomprensibile.
il dialogo e le vie diplomatiche sono operazioni lente che spesso falliscono o si protraggono per anni.piu' facile (e redditizio)buttare tonnellate di bombe facendo fuori i "cattivi" in un solo colpo.
Non vorrei pero' che ci dimenticassimo che il problema e' il terrorismo,non l'esercito talebano in afghanistan.eil terrorismo integralista non lo fermi con le bombe, semmai lo alimenti facendo pure incazzare chi non centra assolutamente nulla con tutto questo e si vede devastare familiari e amici dalle bombe "salvatrici"
Ci sara' sicuramente chi dira': "ma tu allora cosa avresti fatto dopo l'attentato alle torri?"
Bene la mia risposta e' che se fossi stato negli americani mi sarei solo dato un gran cazzotto nei coglioni e avrei urlato:"mi sta bene cosi' imparo a fare lo stronzo in giro per il mondo . vediamo come posso rimediare e a chi devo cominciare a chiedere scusa."
Ma non mi illudo certo.prima che una cosa del genere succeda l'Impero Americano avra' gia' trascinato se stesso e le sue filiali(Europa) nel baratro.

Messuria (212.34.227.166) , milano

25/11/2001
allora voglio chiudere con poche parole perchè con gli ignoranti è e sarà X sempre impossibile discutere e parlare...........1) Chi mai ti ha interpellato...nessuno hai deicso tutto tu cioè che io ero in poche parole un "coglione" ma chi ti credi di essere e 2) Acuto lo dici poi a tua sorella visto che nn sai neanche come ripeto quello che avrei potuto fare io X questa "povera italia" quindi saputello datti un po' una calmata e prima di parlare rifletti bene...........e se credi di aver ragione sono ben disposto a discuterne.......ACUTO!!!
Infine ti ripeto che ognuno può avere il suo libero pensiero.

Pruna (213.255.72.218) , www.poveraitalia.it

25/11/2001
...orrore,distruzione,paura,ormai negli occhi dei bambini,di chi ama la vita,di chi sa che la PACE è un bene prezioso........e spera che un giorno tutto possa finire!!!!
whiteangel17 (213.45.127.105) , Giardini naxos

30/11/2001
Facciamoli fuori tutti.
Lory per la morte (168.143.112.8) ,

01/12/2001
wow pruna! che sfuriata.... ma chi ti ha punzecchiato così bene?
gibo (62.98.144.3) , reggio e

01/12/2001
La figa di tua madre!
Lory per la morte (168.143.112.8) ,

01/12/2001
Mah una persona a cui nn voglio nemmeno pensare se no mi viene il voltastomaco ;)
Pruna (213.255.72.15) , www.poveraitalia.it

08/12/2001
che cazzarola c'entra tutto questo con la ricerca che hò fatto io sui presepi??????????????????????
A volte internet è la + grande coglionata che sia riuscito a creare l'uomo.
Per quanto riguarda la guerra non so ancora se siano più talebani i talebani o gli americani, per cui si andassero a impiccare tutti quanti.,:;

master 58 (62.10.44.81) , turin

08/12/2001
Io non sono nessuno per dire come stanno le cose.
Però se c'è una guerra sono sempre i poveri, gli oppressi e i deboli a pagare;
E l'America è ki l'o sa perchè è sempre l'unica a guadagnarci!
E per avere soldi fa di tutto per fare la guerra quotidiana.
Abbasso l'america e tutte le guerre!

Antonio Magariello (62.11.20.206) , Stigliano (MT)

09/12/2001
Emh............6 pazzo master58?
:-?
@se ne va pensando a quanta gente strana esiste al mondo
MHA

Pruna (213.255.72.73) , www.feliceitalia.it