La signora Francesca Cardarelli di Carpi ci invia questa notizia che le è stata raccontata durante un suo soggiorno in Irlanda:

In Irlanda tutti dicono che ci sia una malattia delle case. Il primo sintomo è questo: a un certo punto una casa inizia a mostrare delle piccole crepine sui suoi muri. Nel giro di una decina di anni il cemento si sfarina completamente. L’intera casa diventa polvere e non si può fare assolutamente niente. Sembra che gli irlandesi, quando si accorgono che la loro casa è stata aggredita da questo morbo dei muri, la mettano subito in vendita sperando di rifilarla a qualcuno. Tutti tengono d’occhio continuamente i muri della loro casa per intuire al volo la catastrofe e vendere.

 


Cerco anche ulteriori notizie su un trafiletto che, secondo quanto mi hanno raccontato, compariva su un numero di luglio dell’Unità di cinque o sei anni fa. La notizia ovviamente era stata scovata nei preziosi archivi segreti russi, dai quali iniziavano a saltar fuori nuove sconvolgenti rivelazioni:

Nel ’25, o giù di lì, in Unione Sovietica, sarebbe stato processato uno yeti per il reato di occupazione del suolo del suolo pubblico. Sembra che avesse sostato per un’intera mattinata, immobile, in una piazza e avesse opposto resistenza alle forze dell’ordine, che volevano spostarlo. Arrestato, si era tenuto un regolare processo e l’imputato era risultato colpevole. In seguito era stato tradotto in un campo di lavoro della Siberia.

Chiunque fosse in possesso del trafiletto, e me lo mandasse, farebbe cosa gradita.


Ugo Cornia


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