Quattro domande
sull'arte contemporanea

Intervista alla gallerista Betta Frigieri di Sergio Capone

FABBRICA ITALIANA D'ARTE

La gallerista Betta Frigieri è l'unica gallerista che, negli ultimi anni, abbia seriamente lavorato con giovani artisti italiani e stranieri. Per il pubblico ricordiamo: Benuzzi, Capone, Cariello, Comuzzi, Cuoghi & Corsello, Fantin, Mariano, Mastrangelo, Moschini, Rivola, Rossi e Venturi.

Betta, come persona che conosce bene l'arte contemporanea italiana ed in particolar modo la situazione dell'arte giovane, come vedi la situazione artistica attuale?
Come una persona cara in sala di rianimazione.
da sin. una amica, Mondino, Betta e Salvo
Quando pensi si sia generato questo stato di cose, o a chi lo faresti risalire?
All’inevitabile nascere e spegnersi delle avanguardie. Ad una critica non sempre adeguata. Al mercato che ha spesso disorientato il collezionista. Alla scarsa e discutibile informazione dei media.
Dove pensi sia necessario agire per modificare questo stato di cose che mi sembra di capire essere veramente problematico?
Prima di ogni altra cosa nella scuola, per una maggiore sensibilizzazione all’arte contemporanea. Nelle istituzione, che non essendo state di sostegno ai giovani artisti, non gli hanno dato la possibilità di confrontarsi a livello internazionale.


Se tu avessi il potere di realizzare una cosa, cosa faresti subito?
Eliminerei tutte le fiere d’arte in Italia meno una e la farei competere con quella di Basilea, affiancata da un museo di arte contemporanea come quello di Groningen (Groningen Museum) o quello di Berlino (Hamburger Bahnhofs)



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