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Mala Arti Visive

PAESAGGIO
La capacità dello sguardo di contenere,
comprendere e dimenticare l'orizzonte
spaziale e temporale di infiniti nomi.
Anche il mio, anche il tuo.

LANDSCAPE
The capability of the look to contain,
comprehend and forget the spatial and temporal
horizon of endless names.
Mine, too. Yours, too.


"Landscape" è un viaggio nei paesaggi consumati dall'immaginario collettivo, frammenti di immagini, ingrandite, sezionate, analizzate da uno sguardo miope e al tempo stesso assoluto alla ricerca di un orizzonte, un panorama all'interno del quale collocare la nostra storia. Icone tratte dalle immagini della comunicazione di massa, immagini logorate dal consumismo e da consumare nuovamente come opere d'arte per costruire uno sguardo che sappia contenere concettualmente la nostra realtà.

MALA. ARTI VISIVE - intervista del 22/3/96, Bologna

*** Marc: Qual è stato il vostro ultimo lavoro? Lo potreste descrivere?
M1: L'ultimo progetto realizzato è "Quaderni"; abbiamo prodotto un oggetto di consumo a nostra misura nel quale fosse possibile pensare, riflettere. Ci interessava che fosse a disposizione di tutti, tra gli altri quaderni, tra gli altri oggetti di consumo. Un produttore di Vicenza lo ha commercializzato ed è ancora presente nelle cartolerie italiane ed è stato distribuito anche in Germania, Giappone, Grecia ed altri paesi europei.
M2: Parallelamente abbiamo fatto una serie di mostre che si sono svolte nell'arco di un anno, in diverse gallerie, partendo e concludendo alla Neon. Questi quaderni sono stati distribuiti a persone legate all'arte contemporanea ma non esclusivamente. Chi voleva, dopo averlo utilizzato, poteva restituircelo per esporlo in galleria dove era possibile consultare e fotocopiare tutti i quaderni esposti.

Marc: Quasi una biblioteca.
M3: Ci interessava creare un luogo di riflessione individuale e al tempo stesso un luogo di relazione con altre riflessioni.
M1: Alla fine del progetto i quaderni sono stati restituiti ai proprietari, a chi li ha realizzati.

Marc: Che valore ha la veste grafica di questo quaderno? Perché non è una cosa fredda, è piuttosto vivace.
M2: Sì, ma è anche un luogo neutro dove c'è posto per chi lo acquista. Se compri un quaderno qualsiasi in cartoleria dentro c'è di tutto meno lo spazio necessario alla scrittura.

Marc: Avete fatto anche un altro lavoro con dei foglietti e una valigia .
M3: Erano dei volantini che riportavano uno slogan pubblicitario di un detersivo; "Più valore al tuo denaro". Sul retro del volantino era stampata una nostra riflessione sul denaro e su come questo dichiari la propria insufficienza e lo faccia su un oggetto di consumo.

Marc: E venivano distribuiti?
M1: Sì, ma parte dei volantini sono stati inseriti in alcune valigiette, come fossero mazzette di banconote, ed esposte.

Marc: E quindi sia i quaderni che i volantini sono stati distribuiti?
M2: Sì, è interessante veicolare l'arte attraverso canali inconsueti, non per portare l'arte fuori dalle gallerie ma perché è stimolante utilizzare questi canali e le loro peculiarità.

Marc: Qual è il lavoro che secondo voi sarebbe interessante presentare nel catalogo?
M3: "Landscape". È un paesaggio televisivo ingrandito e sezionato con una frase collocata sopra.

Marc: Di chi è questa frase?
M1: È una frase nostra.
Hilke: "Landscape, te capability of the look to contain, comprehend and forget the spacial and temporal horizon of endless names - mine, too, yours, too."

Marc: E come sarebbe la frase in italiano.
M2: "La capacità dello sguardo di contenere, comprendere e dimenticare un orizzonte spaziale e temporale di infiniti nomi. Anche il mio, anche il tuo. Quindi da una parte c'è il paesaggio come termine massimo, ovvero la capacità dello sguardo di determinare un orizzonte soprattutto intellettuale, non solo visivo, e dall'altra parte c'è il frammento che è la condizione dalla quale nasce la necessità di avere un orizzonte.

Marc: La situazione degli artisti giovani in Italia secondo voi com'è? Che vento tira?
M3: Non c'è un quadro chiaro. U n po' come il paesaggio che proponiamo. Non c'è l'interesse da parte degli artisti e dei critici di collegare necessariamente questi frammenti.
M1: Manca uno sguardo che contenga tutti questi nomi.

Marc: Voi però lavorate insieme. È un modo per esprimere che si può svolgere un'idea insieme. Come fate a lavorare insieme? Uno fa una proposta? Discutete?
M2: Sì discutiamo, bene o male ognuno di noi a delle cose che girano in testa, poi ...

Marc: Ma lavorate anche da soli?
M3: No, solo in gruppo.

Marc: Da quando?
M1: Dal 1988.

Marc: E vi siete incontrati all'Accademia?
M2:Prima al Liceo Artistico.

Marc: Avete funzioni diverse all'interno del gruppo?
M3: Sì, abbiamo caratteristiche diverse chi più intuitive e chi più riflessive che si compensano tra loro.

Marc: Lavorate anche insieme ad altri? Si apre questo gruppo a volte? O rimane sempre intatto, in tre?
M1: A volte sì. Non è un'idea che scartiamo quella di collaborare anche se le differenze a volte sono problematiche.

Marc: Avete avuto un artista che vi ha influenzato? Magari anche in comune del quale avete parlato insieme?
M2: Fa parte del lavoro prendere in esame gli altri artisti, stimare certe cose, certe scelte di alcuni, certe altre no.
M3: Invece è stato molto produttivo nei primi anni '90 incontrare gli artisti nostri coetanei che lavoravano a Milano e a Bologna.

Marc: Quindi era importante incontrarsi e discutere?
M1: Vedere che altri attuavano procedure e dinamiche artistiche diverse, le praticavano; questo è stato uno stimolo molto forte.




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