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La Didattica Operativa
di Sandro Gronchi
Se consideriamo l'esperienza estetica come un fondamentale strumento per lo sviluppo delle facoltà mentali e della personalità dell'individuo, non possiamo prescindere dalle possibilità costruttive che in questo senso si aprono nel campo dell'educazione.
A tutt'oggi è possibile osservare che lo studio delle discipline artistiche, quasi sistematicamente, si trova costretto in posizioni scomode e quantomai inadeguate, nelle quali spesso prevale una particolare attenzione alle caratteristiche ricreative, a scapito di una necessaria metodologia educativa, indirizzata verso una rimozione degli stereotipi grafico-linguistici, stratificati durante processi inibitori di tali apprendimenti. In tale direzione hanno lavorato anche i più importanti artisti del nostro secolo, come ad esempio la Bauhaus oppure Bruno Munari, i quali hanno contribuito notevolmente all'innesco di nuove prospettive di "alfabetizzazione laboratoriale", ben consapevoli del profondo mutamento di sensibilità percettiva e comportamentale che lo studio delle discipline artistiche può comportare nell'essere umano. Infatti, è oramai noto grazie alle più recenti ricerche sulle operazioni della mente ( basti pensare agli studi proposti da Silvio Ceccato ), che durante la pratica delle discipline artistiche andiamo ad attivare alcune aree celebrali strettamente legate alla percezione Estetica, dunque correlate all'evocazione delle facoltà empatiche e creative, le quali durante un'attività celebrale "ordinaria" vengono difficilmente stimolate, privilegiando processi cognitivi di elaborazione standardizzata dell'informazione sensoriale. Se da un lato, i vari livelli di educazione scolastica possono contribuire ad un'adeguata evoluzione mentale e spirituale dell'individuo, in quanto è possibile riconoscervi un'importante ruolo formativo, dall'altro essa ignora le enormi possibilità che lo sviluppo del cosidetto pensiero per immagini o pensiero estetico porta con sé; proprio perchè è improntata su discutibili piani didattici, unicamente basati sull'apprendimento mnemonico, assolutamente privo di ricerche costruttive. L'educazione visiva, il disegno e la pittura sono ancora trattati in termini "romantici", dove esercitazioni ripetitive ed altrettanto inconcludenti sono l'unico mezzo con cui si affronta, oggi, questi temi. Si potrà fare affidamento alla preparazione individuale dei singoli docenti dei vari ordini scolastici, anche se sono pochi quelli che veramente meritano di rivestire questo ruolo, ma rimarrà costantemente presente un'inadeguata risposta istituzionale ( ad esempio si faccia riferimento alla irrisoria quantità di investimenti che il nostro paese concede al settore dei beni culturali, tralasciando poi tutto quello che riguarda le iniziative nel campo dell'arte contemporanea, la quale sopravvive in una situazione asfissiante ).
L'attività laboratoriale 'operativa', a cui avevamo precedentemente accennato, è sicuramente un'approccio fondamentale per lo studio delle discipline artistiche; l'esperienza diretta, empirica, fa sì che l'apprendimento diventi un sistema di elaborazione che comprenda l'intero processo biologico dell'uomo.
"...l'attività nervosa di un organismo non può essere condivisa da un altro organismo e ciò suggerisce che nulla può essere comunicato..." - Heinz Von Foerster " Sistemi Che Osservano " -
Per questo motivo è importante sottolineare l'assoluta ed impellente necessità di reintegrare l'elaborazione estetica nei processi comunicativi, permettendo così lo sviluppo della conoscenza.
In questo modo, strumenti linguistici come il disegno o la pittura, permetteranno alla nostra cultura di reintegrare il patrimonio spirituale, alla sola condizione che questi tornino ad appartenere al proprio dominio fenomenologico.(Aprile 2000)
Bibliografia essenziale: Paolo Manzelli - Cervello informazione e apprendimento. Hernst Von Glasersfeld - Il costruttivismo e le sue radici. Sandro Gronchi - Creatività e sviluppo cognitivo
Didattica delle discipline del disegno. Sandro Gronchi - Laboratorio di Ricerca Arte Visiva - Firenze 2000 -
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