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TOPOGRAFIA. Mediazione e misurazione del non-luogo
di Mariangela Guatteri
La realtà, la sua complessità, la sua mutevolezza e le sue sfuggenti sfaccettature sembrano inesplorabili e incomprensibili all'uomo, che pure ne è parte, senza la mediazione del raziocinio.
L'attività della misurazione pare quella a cui maggior spazio sia stato concesso nei processi di conoscenza e di sperimentazione dei fenomeni e delle cose reali.
Una accurata misurazione consente lo svolgimento di un'altra importantissima attività dell'uomo, cioè quella riguardante la mediazione: l'inserimento di un dispositivo di codifica tra il mondo e l'esperienza di questo. Sembrerebbe proprio che l'uomo concentri tutti i suoi sforzi sul versante dell'opposizione anzichè cercare di integrarsi in armonia con ciò che lo circonda.Il razionale viene metodicamente separato dall'irrazionale e tutto funziona secondo il principio dell'antagonismo e non della coabitazione. I criteri vincenti sono quelli che evidenziano differenze e contrapposizioni e non similitudini e sfumature. Tutto quanto deve essere rappresentato - ma oggi si dice presentato - con estrema chiarezza, i confini devono essere nitidi e ben tracciati, le competenze assegnate ad un proliferare di superspecializzazioni, sempre piu' circoscritte e rinchiuse. La complessità vince, nei termini di crescenti complicazioni, quasi a riaffermare con massima convinzione, dati alla mano, l'estrema necessità di un approccio razionale, mediato e specialistico alla realtà del mondo fisico. Il che consente di possedere ciò che ci sforziamo di comprendere. Il che ci rende l'illusione di progredire nella conoscenza e di allargare il dominio dell'intelligenza e della forma strutturata sull'amorfo e sul caotico o, più semplicemente, sulla realtà. Oggi, o forse da molto tempo, nulla esiste se non viene comunicato, cioè elaborato secondo un codice comune e trasmesso all'intero pianeta "civilizzato". I media organizzano la condivisione e testimoniano la "realtà" dei fatti. Nulla di ciò che accade è vero e accade veramente se non viene tradotto in informazione.
Dal canto suo l'informazione esiste a partire dalla contestualizzazione di dati che, di per sè, non significherebbero nulla, se non la testimonianza di attività di misurazione. Le varie protesi, più o meno tecnologiche, confermano la volontà dell'uomo di fare esperienza attraverso rapporti di confronto, cioè di individuare principi di relazione tra entità separate. Paradossalmente, la più importante di queste protesi afferma l'irrinunciabile necessità della comunicazione per una sempre più integrata condivisione di risorse, esperienze e informazioni. Tecnologie informatiche e telematiche, ricerca e sviluppo riguardante invisibili e iperveloci mezzi trasmissivi ribadiscono la fondamentale esigenza della produzione di informazioni e sottolineano le caratteristiche di bidirezionalità e interattività dei nuovi media.
Questo spirito di compartecipazione e corrispondenza che unisce luoghi distanti - geografici e dell'anima - e condivide innumerevoli punti di vista, si fonda in modo sorprendente sulla tendenza dell'uomo a prendere le distanze dalla realtà in cui vive, mediandola, per poterla comprendere e dominare; a zoomare sui particolari, specializzandosi, per eliminare le frastagliature e i contorni sfumati; a dividere eventi e fenomeni, misurandoli, per disporre di dati e costruire informazioni.(data non pervenuta)
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