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![]() | Felicia Sangilli | ![]() |
...... Come stella marina Rosanna
sei scivolata nel
grande mare /
dove l'acqua è così profonda /
la vita
così profonda /
la vita così ricca /.
Dal grande mare
ritornerai
ogni giorno
a svegliare le coscienze /
a dormire con i
nostri sogni /
a sentire che si può
vivere
insieme /.
Spazi di guerra
nella mente /
scintille di fuoco negli occhi /
il dolore
muto
dentro /.
Il sipario dell'orrore
aperto /
fisso nella memoria
coglie lamenti /
risucchia la vita
/
e la morte
&rgrave;
questo tempo
corroso
dalla ferocia degli uomini /.
Da lontano/ in tanti
arrivano
in questa
terra mia sazia e lusinghiera /
a cercare pane e
lasciare
appartenenza /
in tanti vagabondano e penetrano la
notte
senza guanciali /
Fra esilio e lutti
/
a schiene curve su campi e
sospettabili
reclutamenti /
la mia terra riempi di promesse
le
zavorre /.
E la tolleranza è un altro
giorno
scampato
alla miseria
/.
Quando riesci a varcare
i silenzi del dolore
/
quando riesci ad allontanare l'imbarazzo
di corpi scomposti e gesti
inconsueti /
quando riesci a cercare la sua parte mancante
dentro di
te /
solo allora /
l'abbraccio è
totale
e avrai ritrovato
la tua ombra /
celata in lui
/.
Dettagli di un
altro massacro
colorano di sangue albe e crepuscoli /
davanti al
silenzio dell'opulenta
Europa /
che
filma delitti come reperti di una storia passata /
che esibiscono la
morte
come dimora di quei corpi /mentre la rabbia non contiene
più
la memoria /
la saggezza del
tempo /
potrà ancora
farci assistere allo sterminio di vittime
innocenti /
ingannati
da un mondo informato ed ipocrita
/?
Sotto i cieli
d'Europa
c'è un vento infame
che insinua nei meandri della
storia
progetti di morte /.
Mai più
ci lasceremo
possedere
dalla complicità del dubbio /.
Mai
più
racconteremo a generazioni future
di lamenti innocenti e
corpi dilaniati /
perché la catarsi immediata
è la
coscienza collettiva /
che insorge
contro l'orrore della stoltezza
/
stretta a memorie sopravvisute
ai campi di sterminio
/.
Un'altra volta Palermo: Falcone e la scorta
Quante volte
Palermo è morta /
nelle strade insanguinate /
nei silenzi dei
Palazzi /
nello strazio continuo /
nella pietà di molti /
e
nella retorica incalzante
/
vigliacca
poltriva l'azione /
se
ancora una volta
gente stordita / ribelle
spuntava disprezzo ai
politici in progressione /
davanti alle bare dei giudici Falcone e
Morvillo
e dell'onesta scorta /
quando
la verità èuna
parola
respinta
col sigillo della
strage /.
Le notti senza
luna
arrivarono/
quandoi il ventre
della storia partoriva
uomini senza Dio /
in un tempo
disfatto /.
E tra cumuli di rovine /
il pensiero della
morte è fragile forza di soldati /
che non possono
fuggire
dalle pagine della
storia
coatta /
mentre i segni del
presente
già raccontano la tragedia umana
/.
Parole
urlate
vigilano
su promesse
sterili /
perché bocche
aride
consumano
in tremendi
labirinti
l'esistenza flagellata /
quando forzati esili
sono
perverse soluzioni
di un
codice
politicamente stropicciato /.
