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Laura Puglia Chiozza |
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Laura Chiozza Puglia è nata e vive a Parma. Ha seguito gli studi
classici. Laureata in Matematica e Fisica; ha insegnato per 28 anni.
Libri di poesia pubblicati:La casa gialla (Ed. Battei - Parma 1988),
Il contagio (Ed. Clessidra - Padova 1991), Pianura (Ed.
Bielorussia - Minsk 1992), Micrografie (Ed. Del Leone - Venezia
1995)
Primi premi:"Europa 2000" (Caproni in giuria - Firenze 1986), "Cesare
Pavese sez. Ciantarelli" (S. Stefano Belbo 1991), "Francesco Petrarca"
(Arquà Petrarca 1991), "Umberto Saba" (Trieste 1992).
E' fondatrice con alcuni amici del Circolo di Attività Poetica-Aics
di Parma, organismo che si propone di diffondere la conoscenza di autori
famosi o esordienti e che promuove mensilmente un incontro pubblico in cui
si dibattono i temi e i percorsi della poesia. Ospiti sono stati il rumeno
Martin Sorescu, Giovanni Giudici, Vivian Lamarque, Pierluigi Bacchini,
Paolo Ruffilli e poeti di altri circoli.
E' organizzatrice del Premio di
Poesia (per opere edite) Nelle Terre dei Pallavicino, patrocinato
dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Parma e dai Comuni della
Bassa parmense
Three words a day
I'll write on this diary
numbered by one
in
growing frenzy.
Man
I dont't dream your dream
it's just a
chance.
Dal gallo lunare
una sola parola
desiderio incompiuto
di un
liuto
che non dà suono
nella curva del legno.
Appartiene
più al bosco
che all'uomo.
Non chiedo altro
se non questo
niente di fatto
un segno d'aria che ti somiglia
un istante prima del
nulla.
La parola esplode in gola
in questo silenzio di scuola.
La giornata
è penosa.
Il mio formale
essere normale
in questo stupido
silenzio
si deteriora.
Basta seguire con l'occhio
il contorno del cerchio
del chiodo di
plastica bianco
per dedurre che è solo
un cerchio di
chiodo
di plastica bianco
in superficie di legno
laccato
senzo
uno sfregio.
Assorte nel silenzio
cogliamo lo sguardo iroso
di chi detiene il
rito
sacro del consumo.
Sta preparando la pena
a noi che viviamo
di poco
(al rogo!) pochi oggetti
comuni e non firmati
minimo
detersivo
poca TV se non la notte.
Abbiamo figli con follie
dolci.
In giochi di spazi
accarezzano gatti e cani
rifiutati (al rogo anche
loro
portano malattie
e strani presagi).
Abbiamo giardini
modulati
che ci accolgono ariosi
con profumi selvaggi
e rampicanti
diffusi
(al rogo le foglie sparse
i petali caduti i nidi
i
richiami dei gufi
il volo nuziale
del calabrone reale!)
Ma noi
vivremo.
Il presagio è preciso.
Quando ancora da spendere
in seduzioni fantastiche.
Lascirsi
scivolare nel tempo.
In mancanza di rivoluzioni
epidemie e buone
novelle
sacrificarsi a piccole dosi
riproporsi nei desideri
e
inevitabilmente contribuire
a questo carosello furioso
e rumoroso di
città inquiete.
A voi morte d'amore
sotto il tredicesimo pilone
occorre vivere - per
morire -
la passione breve
o il silenzio totale.
Il
nulla
è meglio del male
il nulla
è meglio del
male
il nulla
è meglio dell'amore.
Ma lo deduci alla
fine.
Sotto il tredicesimo pilone.
Ringrazio voi tutte
morte sul rogo
sacerdotesse di fiori
di
impulsi astrali
di miti.
Noi ci saremo
a sfondare il muro
del
vero e dell'ignoto
che potrebbe chiamarsi
futuro.
Dal
momento
che il passato è piccolo
punto a croce
di donna su telaio
Liberate dall'amore
dal sogno e dalla suprema
verità resta la
sostanza
primaria di piccola
corposità il respiro
il giro
degli occhi
(arrossati) il movimento
delle labbra (ferite) e
questa
ciclica turbolenza questa
deformità generazionale
di
astrale cadenza.

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