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Carlo Paolo Pallavidino |
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Nato nel 1996 a Novi Ligure (AL), risiede a Bologna. E' laureato in
Filmologia conseguita nel 1995 presso l'Università degli studi di
Bologna, facoltà Lettere e Filosofia, corso di laurea DAMS con punti
110 su 110 e lode; titolo della tesi: Il piano - sequenza di Federico
Fellini degi anni sessanta. Esperienze formative e
professionali: 1989 - partecipazione all'organizzazione del saggio
teatrale Il retablo delle meraviglie presso il corso di Drammaturgia
II del DAMS di Bologna; 1990 - organizzazione di un ciclo di seminari su cinema e pittura
su Il film e l pop art presso l'Accademia di Belle Arti di
Bologna; 1991 - incarico temporaneo
presso la scuola elementare parificata "Bstelli" di Bologna in
qualità di insegnante di educazione all'immagine; 1992 -
pubblicazione sulla rivista Cineme & Cinema (n.64, maggio/agosto
1992) del saggio La realtà ontologica di Louis Delluc scritto
assieme a Beatrice Falaschi; 1993 - primo premio 3ƒ concorso nazionale di
poesia Danae promosso dall'omonima rivista letteraria di Modena con
pubblicazione sul n.9, anno 1993, della medesima; 1994 - collaborazione
alla stesura dell'articolo Bach e il cinema di Beatrice Falaschi
comparso sul volume Johann Sebastian Bach pubblicato da Universale
Electa/Gallimard: 1995 - collaborazione con
Beatrice Falaschi a traduzioni e sottotitolature elettroniche per alcune
rassegne cinematografiche d'essai; 1996 - realizzazione insieme a Lorenzo
Michelli del video Testamento Twist premiato al 1ƒ Concorso
Nazionale di Videopoesia dedicato a Pier Paolo Pasolini promosso da
Cineclub FEDIC Ferrara "Mario Roffi" e FEDIC Nazionale (premio speciale
della giuria);
1988 - partecipazione al premio "Adelio Ferrero"
presso il Teatro Comunale di Alessandria-Gruppo Cinema, con un saggio si
Il grido di Michelangelo Antonioni dal titolo La Padania. Luogo
fisico e poetico;
stage di teatro comico della durata di gg. 30
tenuto da Lucia Vasini e Paolo Rossi presso il Teatro Petrella di Longiano
(Fo);
performance teatrale presso il "Magazzino di Gilgamesh" di
Torino inserita all'interno di un ciclo di incontri culturali sui
mass-media organizzata dal centro stesso;
collaborazione alla realizzazione di un documentario
industriale per la ditta "Icogea" di Milano;
presentazione del video Iestamento Tist presso il
circolo culturale "Il Campo delle Fragole" di Bologna all'interno della
rassegna Video d'artista e presso Villa delle rose nell'ambito della
stagione culturale estiva Bologna Sogna (Arte Video TV '96 a cura di
Alessandra Borgogelli e Silvia Grandi);
organizzazione e regia della
lettura-performance Tecnicamente romantico presso il circolo
culturale "Il Campo delle Fragole" di Bologna (testi di Carlo Pallavidino,
lettura di Paolo Miccolis);
collaborazione alla realizzazione del
catalogo della rassegna cinematografica FilMare: Giornate di cinema e
mare (Trieste, 9-11 ottobre 1996) promossa da Azienda di Promozione
Turistica - Trieste, La Cappella Underground e Lega Navale Italiana.
(poiché natura non c'è bisorrà pure impararne una)
Non penso iente di tante verità,
non esco dalla gabbia perché non c'è altro
anche le amiche con le gabbie dei padri
fanno le loro funzioni domestiche.
Solo, ultimamente, ho sentito come funzione
quello che mi ero ostinato a non pensare.
Non voglio sapere se è brutto, se bello:
dobbiamo restare così, vicini
imparare a essere denaturati.
1.
Forse un senso l'ha
questo ciclo eterno, ora concluso,
che riporta sulla via
dell'inizio, varianti attraversandolo
eppure lasciando un solo (e tanti)
segni: finalmenti uguali a nulla.
E ad essere contenti ci si vergogna
ma si può star bene anche nel disagio;
l'unica scappatoia rimasta ai poveri noialtri.2.
Quando "la carta geografica assume
il medesimo valore del territorio"
- così, criticamente mi suggerisce
lo straniero Bartolomeo A. - allora
ecco che forse ci s'approssima
allo scarto minimo possibile;
giacché esistere è un gran pateracchio
da dosare con la precisione del
medico-matematico, o del musicista.
3.
Non saranno gli ufo,
visitatori in Lucchesia,
a farmi sentire di meno
reiterato e vuoto
(come un baciamano, gesto
devozionale o riverenza
che dir si voglia)
4.
A titolo preferisco talvolta
la parola ragguagli, più generico.
"Patata ti amo" erano parole
sul muro - generiche? - che volevan dire un'affezione
giovanile, scritte col rosso
della vernice, ma non del sangue
che sarebbe solo un'illusione.
I pensieri (gli unici amanti!)
non saprebbero far di meglio
per descrivere l'intricata selva
semplice di guai.
Ma da qui a duemila gioni
che sarà di quella scritta?
Un niente di mattoni, un pigmento
liquefatto: la ristrutturazione
del caseggiato non lascerà trasparire
nulla dell'ovvio matrimonio tra fine e tempo.
Ecco l'inghippo, l'assenza
di una cosa che non significava,
il rovescio uguale a un dritto...
5.
Visto l'ipotesi avanzata da Erba, poi...
Visto l'ipotesi avanzata da Erba, poi
desiderato, poi senza fatiche la rinuncia.
Eccolo il nodo cappio sciolto senza
nodi, per questo inesistene, perciò
legante al niente: "vabbè, ripasserò..."
L'errore sempre questo, di constatare
le affinità, fortemente per un attimo
seppure di lontano credere; infine
rimandare fino all'esaurimento mossi
dalla consapevole colpa dell'irreprensibile
o soltanto del non-credere.
6.
Sarà che siamo nati
così per caso
che iddio - chi? - ci ha messo
in bocca i denti
come un frullo di dadi,
ma dobbiamo al mondo
darci proprio così,
per caso.
7.
CONCORDIA DISCORS - ARMONIA DISCORDE
Dove credi di andare con quel tailleur
polemico a stelle-e-strisce?
Che significa:"eri meglio prima"?
Ingiudicabile com'è, il passato si fa
beffe di tutto ciò ch'è stato,
semplicemente non-essendo;
ovvero nella più notabile delle parusie,
né al di qua, né al di là
8.

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