S
ommario
- 25 marzo 1999, ore 18.34
- Senza luna
- Mito
- Attesa
- Hotel Kosovo
- Il dolore d'esistere
- Mattina scura
25 marzo 1999, ore
18.34
Caccia invisibili sulla striscia di sangue,
l'urlo balcanico diventa grido feroce
sotto le ali presunte/invisibili
nel buio del ferro,
mentre vanno a morire di strazi
gli agnelli inermi.
25 marzo 1999, ore 18.34:
la luna guarda arrivare
un'altra notte di guerra.
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Senza luna
Che ne faccio
della certezza
di questo momento,
quando le vostre scarpe
calpestano
i fogli della poesia,
in nome della morte
al posto della luna?
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Mito
Luna e sole
si sono abbracciati
e n'Ë nato l'androgino-
cupa creatura-
e i governanti giocano
agli scacchi finali,
dentro gli occhi spaesati
nella paralisi
del non saper come esistere.
L'androgino ha serrato
i battenti nel buio:
solo la luce di fuoco rischiara
il miosotys racchiuso a difesa.
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Attesa
Visi riversi e sangue,
i caduti
lanciano l'urlo del silenzio:
per voi si Ë fermato il mondo
mentre
soldati sborniati di finta gloria
durano il massacro.
tutto Ë in fuga,
anche le prime foglie
di quest'inizio di primavera.
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Hotel Kosovo
Alberi spezzati, ferri piegati,
fumo di frantumi lontani e
un vecchio uomo carezza
con la testa in lacrime un cane:
fotografia di un sogno
mentre gli occhi bagnati
vagano verso gli angeli
che parlano alle stelle.
Canta la luna nella luce
del tramonto che stempera
e m'attrae a se quieta,
ma sento nascosti in cielo
passare i cacciabombardieri
per l'inquietudine adesso
e il dittatore beve sangue.
La guerra perde se stessa
sempre, fin dall'inizio.
S'ammassano poveri come
liste di paglia travolte dal vento
coperte da fradici stracci
di paura e di fame:
che li potrý veramente aiutare?
Il cardo gelato di montagna,
la rosa che stý per sbocciare,
l'iris sulle riviere boscose
oppure ancora
il canto d'amore dei giovani petti,
il divertimento dei bambini
ignari presso le bombe?
Vai mia ballata, vai a ricordare
il morbido saluto del miostys:
alla fine del tragico gioco,
vince la pace.

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Il dolore d'esistere
Riuscire a scrivere ancora
durante la guerra:
anche questo
Ë dolore d'esistere,
quando corre in faccia
il vostro terrore
come bora gelata,
squarciando il velo del tempo.
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Mattina scura
Buio questo cielo di maggio
nell'umida attesa del mezzogiorno
anche la natura aspetta
nel cambio futuro
della luce d'estate:
anche da noi non c'è pace
nell'aria per sempre ferita
e la guerra diventa animale
che vomita
incubi d'infanzia.
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