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Roberto Ortolani |
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Nato nel 1954 a Torino, risiede a Modena dal 1971. Nel 1981 vince il premio letterario dell'accademia di villa d'Este di Reggio Emilia, nel 1983 pubblica per l'EILFessure di serranda prima raccolta di poesie; nello stesso anno il racconto Gli occhi di Ingrid sull'antologia nuovi autori italiani ISTEU e Sguardo primo sulla rivista "Symbola". Ottiene una segnalazione al concorso nazionale dell'Espresso e nel 1988 fonda in collaborazione la corrente artistica La stagione violenta con la quale rappresenterà diversi recital di poesia sonora in territorio nazionale fino allo spettacolo di poesia sonora e coreografica Le dodici criniere dell'ipotenusa di cui è autore e regista. Seguono le poesie per le sculture di A. Basso, nello stesso periodo è uno dei vincitori del concorso del quotidiano la Repubblica con Vaga la fantasia. Nel 1991 si sperimenta come autore e regista di un cortometraggio dal titolo Sphera selezionato e proiettato al 9ƒ Festival del Cinema di Torino. Ultimamente ha scritto e diretto cinque videopoesie, tra cui Idra che vince una menzione speciale della giuria al Nosside 1992 a cura dell'A.I.C.S. Roma. Attualmente è Direttore Editoriale della rivista di poesia e letteratura Danae.
Ti aspettano dietro agli angoli
mimetizzati da pittori e giocolieri
l'uranio, l'acqua che disseta e il suo bollore
ti aspettano i matematici
gli infingardi e i traditori.
Iside ti osserva sempre bella
e per te ha in serbo quel regalo
una spilla pronta per fermare
e un'imbuto d'oro per l'ascolto.
La fantasia abita nel cuore
e tu puoi entrare
dove lo stagno ama le sue rane
e la mappa nasconde ogni forziere,
svincolato nel domani
la fonte dela vita è nei tuoi occhi
e la freccia corre verso l'infinito.
1.
Il vergine ossuto cigno d'inverno
dilania sul ghiaccio
il suo volo è nero d'essenza.
Ricorda ogni suo sè
nudo nel tiepido cammino
tra i germogli e il gelso dei boschi
è raro vederlo, ha un viso di perla.
Ripete spesso la
frase:
"proviamo ancora una volta"
e la falce s'inchini sovrana
e
mescol carne e calore al suo passare.
Variopinto sussulta il collo
e
l'urlo pare s'impasti con l'aria densa di gelo,
affianco, sfuocato,
l'uomo senza il braccio
rimane muto, verlo così;
le ali aperte
allo steccato
lasciarsi assorbire dai grigi colori
come mimetizzato e
il cuore
il tempesta dolorosa.
2.
Sospiro eterna sotto la pioggia
e con la mano tengo ruota e
carro
come chi spezza le catene
con le fibre muscolari.
Io sono,
state un pò a vedere,
intelligenza fatta a cane
e mordo
guinzagli e latro
nelle notti limpide di luna.
Seguo i vostri passi e
son fedele
m non pestarmi le palpebre
ne ho solo quattro e ne vado
fiera.
S'intona adesso al mio canto
il giustacuore, attillato
alla vita
e la falda si discosta
come un vecchio sipario rosso
e
mostra la falèna notturna intorno al fuoco
i tacchi li ho
lasciati al maniscalco
potrai baciarli quando vuoi
senza curarti
della nera riga
sulle unte gote che rifiutano ogni bacio.
3.
...Ti prego reggimi il volume
volevo essere il meglio dei vojeurs
ma
il microcosmo intorno
mi appassiona
e vivo e rido.
La pioggia
è la migliore per i viaggi
dì il senso pulito
di una
lavanderia;
un'ala l'ho lasciata in un sorpaso,
assorbo nebulizzati
deodoranti e rido
e vivo negli autolavaggi.
4.
L'angelo del
pentimento
Come ha potuto pensare
che non potessi vivere
sulla bocca spalancata
della tempesta.
Ero a Melfi.
poi a Dresda quella sera
e comandavo
la contraerea.
Adesso mi chiedono il conto
con le dita
rattrappite
e il freddo è mio fratello.
Ibrido e lontano il
rimasuglio
gesticola sul da fare
ma io non posso,
veramente
credere, fui innocente
quando lo spostamento portò
via
ogni cosa lasciando le fondamenta.
Solo quattro furono a
salvarsi
e resuscitano ogni notte nel mio letto
lo sguardo attonito e
ammiccante
mi lanciano l'invito a nere nozze
"Io ho chiuso con le
stragi" urlo
voglio una notte senza lampo
e dormono in un letto
morbido e sereno
i vostri figli, mentre il cielo
vomita la polvere e
le ossa.
5.
Io stringevo forte ai fianchi
la svenevole ragazza
e la giostra
girava
fino a far peredere i sensi,
pi˜ girava e più
stringevo
e qualche volta la baciavo,
l'espressione dei cavalli non
mutava
ma intorno cambiava il paesaggio
e trascorreva ogni
stagione.
Ora ti guardo e son cresciuto
sotto l'ala della
notte
ho i guanti bianchi
e le scarpe di vernice,
dimmi se lo
sai
dove abita il tuo amore
di nascosto andrò a suonare
e
fumo qui comodo e seduto
sulla panca fronte alla giostra
mentre sul
dorso all'animale
ad ogni giro passi
le braccia declive e i capelli
al vento
ti compro il sorriso.
6.
Di fronte all'est
Justine parlava
spezzata dalla luce della
serranda.
La Limousine attendeva
le sue gambe zuccherine
e le mani
da show.
Lasciami sognare ancora
i tuoi tacchi a spillo
rossi
che mi sfaldano il cuore.
- Spingi il bottone e l'incanto
svanirà.
- Posso farlo? Rispose Justine.
- Si, se ti fa
piacere.
- Cosa resterà dei tuoi occhi? Mi chiese.
-Lo sguardo
senza le pupille.
Justine ebbe un sussulto
mi baciò e se
ne andò controvento.
7.
Sette streghe han sotterrato
denti di cane rabbioso
e da allora
sussulto
come un tarantolato.
Quattro erano gemelle e senza
lingua
le altre tre, nane e vendevano pistacchi
i capelli unti di
liquame scarlatto
da lontano le sentivo arricare.
In coro hanno
urlato
"tu sei il mio padrone"
ed io a loro ho
creduto
perché giovane e senza vissuto.
Ora mi trovo in un
luogo sperduto
che non so dove sia
passano gli anni e non ricordo il
passato
gira la ruota
sono il crupier di una sala da
giochi
...rien ne va plus
e lo zero è mio acerrimo
nemico
8.
L'angelo che ha incontrato il demonio
Cambiando la sezione dei pianti
spingendomi lungo la
strada
cercherò come in ogni cosa
il luogo pi˜ caldo e
segreto
il luogo degli Dei.
Il Demonio stringe tra le
braccia
una lancia fatale e aspetta
la perdita del
self-control.
E' reale la visione
attraversa
l'immaginazione
è quel filo a lametta
che tiene in piedi la
via Lattea.
C'è una vita più dentro
ogni giorno che
attraversa
la scia delle stelle
spingendomi lungo la
strada
casualmente, nello stagno.
Il Demonio colto in
stallo
spinto in caduta avanti
non può scoccare il
giorno.
9.

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