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![]() | Giuseppe Mialich | ![]() |
Zitto!
Ascolta: ogni attimo
qui sfugge al dolce suono udito
dal Flauto umano
che amai...
Odi? Ora, più non esiste segreto
che sfalsi il
tempo al metronomo
spostato nell'azzurro dell'etereo.
Guarda! Non
acuto d'angolo vedi
oltre il velo d'Ozono, nell'aere
non odi roteare
alcun cono, ove
alla sua base luccicano candidi
gli alabastri stesi
sulle tombe;
ma debordare senti i silenzi acuti
nei loro vertici di
pensare spento.
Fermo! Restano, lo so che sfuggire
ti val negare le
falene ch'affollano
l'etere, ingozzandosi con stupri
le menti
più vergini di candori
sfuggenti dal fango della terra:
ove le
bocche affamate dei video
divorano le vertà degli
spazi.
La guardai e le dissi
- oggi compio gli
anni!
E lei mi fece l'augurio
di lunga vita
e ...disse:
- la
corda che mi tiene
al palo Legata...
è l'anima che mi
vuole
a te prigioniera.
Bello
è l'ascoltare il silenzio
o quello che il vento ci
dice
bisbigliando fra il ramo e le foglie
di coreacea e luciva
verdice;
or che 'l merlo di già va cantando
vi è il
primo richiamo all'amore
sula vetta più alta laddove
tu
prometti il più candido fiore;
or attendo la calda
stagione
quando all'alba verrò a sentire
il profumo di
magnolia che doni
in omaggio ad una notte d'amore;
il bucchero
coi merletti ti orla
e l'acqua che poi tingi costante
sui dischiusi
tuoi petali carnosi
d'una notte che stordisce
l'amante.
Forse, nei
tenui colori dell'inverno
come smarrita cosa tra cianfrusaglie
ti fai
ancora, voglia di tenerezza;
nel guardare i pioppi privi di
foglie:
or che nei tuoi biondi capelli, e
dentro di me, spira
un'aria di fronte
sulla ruota del tempo si fa l'alba
e la sera
incarna tramontane affilate;
eppure tu, sorridendo, or mi
doni
ancora l'unusuale tepore di novella
che or m'illude, e ci illude
di sole
nell'imago azzurro sul mare una vela;
or distendo, e
m'addolcisce
il tuo, nel mio riscoperto azzurro
e nell'immenso velo
delle iridescenze,
ancora, preludo l'inusitato
pensiero.
...O quale e quanto in quel
campo
visse l'uso del cervello fino per
mandare in
cielo scarpe grosse...
Eppure andammo figli come redi
tra le
zolle dal colostro smunte
con la forza sola del nudo piede
a
scavare solchi lungo le andane
baulando anni per Scarpe nuove
che a
quell'orma mal calzarono:
- Veda, signore, la scarpa a
modello
raffinato, per il futuro mercato...
ogni piede, dal
malleolo al protratto
passa per la man gentile del desain;
dalla
tomaia larga informe, sempre
a lor signore vien eleganza
stretta!
Seppure andammo figlie come redi
per stai colmi di
speranze smunte
con la sola forza del pio Piedino
ad imbastir sogni
da Cenerentola
per scarpette d'oro da principessa
a quest'orma?
sempre mal calzava:
- Veda, signora, la scarpa da
donna
raffinata, ha mercato petra a porter,
à un'emprise de
Paris, couleur/rose
o lait, valutata in borsa Wallstreet;
le tomaio
a tour large déformé...
je vient a mademoiselle
élégan c'étroit.
Quel' che
riçevo in sembiansa
Dai penei de'l to pensàr ver
Te
fa demì spiera de risonansa
Dea imagine che çede'l
mistero
De l'ampo che ti fissi a la tea
No ghe xe ton pì
sordo de'l invero
So'l crepità che la tera no svea
'Ndove el
to piè se pusa pardavero
In so l'ora da infinzerte
foriero
Par chi te ama e ti vol cantòn
Ansiché a la
parede tua pì fiera
In so tuto quel che l'Arte
propòn
Sempre ti çerchi 'on amante
sinceraç
Che la te ilumini da oni
balcòn.
Ghe xe sempre 'on
svolo pì dolç
da onde n'altri se semo
orientadi,
ragiunzendo nel zorno dea luçe
el fiorìr
ne l'aiola i tuipani;
inebrianda par tanta
efiçiensa
'sta ombra svola mie e miglia
in soto i ragji de
'na candea...
che s'impissa a se stua de sera;
Se pusemo in tei
petai veludadi
incossienti par oni tramontana
che i stei destira in
so la tera;
orgogliosa del deserto de sabia
'sta ave possessiva
de la sera
se solve nei petai prizoniera.
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