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![]() | Marcello Marchi | ![]() |
tondoperfetti
sistemi: divampa
sorrid
e il fiume
costola del buio
vedo e sento
ombre
d'alberi
e danza
una crepa di fiato
radiazioni d'ossigeno
schizzano i sogni
su tele
d'ossa
sporchi il caso
mefisto
contorno
d'arpione
il 5° eco torpido trasparente
è solo
il
mondo che dorme
s'un filo
atomico
nel
culo
vetrometallico
d'un'eterna
tempesta
a sud dell'odio
c'è la vostra
ignoranza
a nord
capovolto
l'insenso
resta poco
dissenso
verso un
freddo soldo
questo fottuto muro di
nebbia
occhi serrati
una
guerra pre
cipita
s'entra da uno
squarcio
laterale
bava digrigna
la
terra
invasa di
putrido
ribelle (del)
nulla
cuore
d'ovatta
rotola il tempo
in onore
della santa
noia
destino afasico
tatuato sul muro
dita
inutili
uccelli obesi ripetuti
fino al primo
incendio
nascosti
in viali ubriachi di sperma
nei seni
di madre
tepore d'omani
o
spasmi
scintillici
gira indietro
il tempo
già
scritto
e visto in
ombre
a
sud
del
destino
l'abisso a un soffio
un
silenzio
bianco di vertigine
riempie la pioggia
cera
su questo sorriso
un tremore
denso di nulla
colma il
fango
in due ali di colore
senza salvezza
senza fede
e disperazione
solo bianco e veleno
baciano il
giorno
perfetto nulla
scendo
nell'attesa
dei miei
grigi
folle per quel fiore
furioso mangiamorte
(sostrato
composto
d'inossidabile nulla)
noia e brina
danza
in questo
caldo gesto
la brezza
discesa
in fiumi destini
di passi
labbra
incantate
specchi beati
siamo ridicoli e invisibili
tremanti
corpi di stelle
il mio niente
il cielo di
destinazione
s'increspa
d'onde
morse fiamme
d'eterno
io rovescio
i battiti del sole
col mio silenzio
io stò sempre
nell'altra
metà
quel blù
sporco e illuminato
fiume
di rabbia
[una frana di corpi
ha interrotto
la via
per il paradiso]
lascia le illusioni
alla morte
un
lucido muro di narcisi
informe visione
rapsodica
fascinazione
in steli di mari
fiore
allucinato
tristezza scheggia
in suoni
maculati
gesù
in pelle di vino
progetti di
follia
all'ombra della croce
donano fiotti
d'immenso
un eclisse
decisa
rimette fragile
2
occhi in un
cimitero
di
vetro
alluminio
disperso
nel corpo
seno di
neve
s'impaccia d'innocenza
in ellissi
precise
il mio
sole
è solo
un cristallodi
plastica
forse le parole
non possono
raggiungere
altezza e
visione
di una
vita
degenerata decadenza
esile squadra di
collera
insensato
caldo bianco
gesti
un piede poi
l'altro
s'infrange
la massima realtà
l'egoismo
s'infradicia
un imperfezione di carne
ferma insensibile
non
cammina più
su questi pallidi colori
noi o tu?
una
parabola
senza inizio
si vergogna della fine
(solo una mente
vuota e cinica
poteva inventare questo
chiaro
nulla )
le foglie non muoiono
piccoli giochi con le
dita
giallo cade
d'una morte
vestita uguale
s'un
adagiato manto vivo
polvere in freschi frammenti
stropicciato
riflesso
d'un profumo senza'alba
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