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Silvia Denti |
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a volte trascinandomi per strade vuote
scruto le pene che gocciolano esauste
dal traffico vitale
fu così che presi a morsi la luce un
mattino
mentre annaspavo dentro a pensieri scoppiati per caso
inseguii il bagliore rosso dell'alba: era la pace
che tanto avevo
invocato nella mia consapevolezza
stremata sputata ingoiata
duramente/rabbiosamente
fu solo un attimo e già la realtà
mi aveva mozzato le ali
.......... che fare se non scagliarsi contro il
sole paterno
che tanto mi aveva illusa coi suoi seducenti
colori?
presi a morsi la sua luce
stracciai tutti i suoi raggi
con
la forza più grande che avevo nei nervi
.......... passò
un altro attimo...... e fu buio.
da "Io e dintorni" Ed. Nuova Impronta, 1982.
Ora che nella penombra
crepuscolare
piangono piano fitte di pioggia
ora che risplendono nel
cielo oscurobagliori di te
ora che non so più concludere
le mie giornatesenza un tuo leggero bacio sulla fronte
me ne
resto curva
su quella maledetta terra che cattiva ti
copre
trattenendo ancora un poco fra i pugni
la tua immagine a fiori
che preme sul cuore.
da "Presente infinito" Ed. Galzerano, 1988.
tra poche sere -
a febbraio -
ti ritroverò negli specchi d'un apocalisse labbra di
carbone
respiro di crateri d'aria bianco e rosa tutto intorno
pur se nell'ansimare di rifiuti.........................
notte-notte notte buia ascoltami e dimmi
quando pensi ai nostri giorni parlami e parlami ancora
ho un cuore di zucchero davanti ai tuoi occhi alito
d'amore
ma non trovo la tua euforia nei vicoli della mia pazza solitudine
....................
tra poche sere a febbraio ti dirò urlando ascoltami
e ti parlerò dell'azzurro assoluto romperò le paure
catene i miei sospiri mentre spaccherò la fronte contro un sogno
dilagheranno malinconie pregne di te ma non sarò da sola
a febbraio non sarò sola e forte fragile comunque
ti chiuderò nell'orizzonte
da "Post scriptum" Ed. Gabrieli 1989
mani sudaticce odore di salciccia
sulla pelle segni di confusione tra le lenzuola smunte
amo
le bollicine dell'acqua minerale che scalpitano in gola
io con le mie unghie sempre rosse
invento i domani in sere ansimanti di orgasmi cosmici
odio inventare balle colossali
e l'amarezza dell'inverno dentro a giorni tremolanti
DOVE SEI ANDATO A FINIRE
stasera che non accenni a salutarmi nemmeno con un vaffanculo
sogno dagli occhi gialli cartadizucchero
io mi spoglio e continuo continuo a spogliarmi
pensandoti a bramondoti
le pillole calmanti non bastano più e non c'è più
fiato per dirti
che stasera darei le mie unghie rosse per sentirti
vibrare dentro di me
per avere il mio seno fra i tuoi denti ma poi...
che senso ha il desiderio quando non c'è luna in grado di sentire
di trasmetterti la passione
ho una penna nuovissima e vorrei scrivere SILVIA sulla tua pelle
dove sei andato a rimbecillirti di birra stavolta
sembri un lavandino quando bevi ma poi... poi diventi dolce
come quella stella all'angolo........ TESTADICAZZO...........
darei baci a tutto il mondo e graffierei tutto quanto il cielo
(sempre con le mie unghie rosse) ma.... non c'è più vento
non c'è più fiato per
dirti che ti amo.
da "Onraiv", Traccedizioni, 1990
desueto era il fatto che andavamo controvento
tutti e due - mano nella mano -
poi il diluvio
l'insolito fu un bacio marino
che concepimmo lungo come un figlio.
da "Presente infinito" Ed. Galzerano, 1988.
nel crepuscolo
vive come treccia rosa nel cielo
il mio tormento
sotto la trapunta di pane
tace complice
una rabbia che ancora non conosco.
da "Rosso diesis" Ed. La Nuova Fucina, 1996
ero proprio distratta
tu sporgevi sull'atlante lacrime azzurre
indolenza insolenza volumetria di mondo
anche se mi davo da fare rannicchiavo dolenti spasmi rossi
caparbietà voluttà civetteria
io non sapevo quanto fosse intenso il camminare
verso dove verso cosa verso te
e stemperavi manie nelle anse del mare i margini si sollevavano lenti
io ero certa di quel pianeta di capelli sipario incandescenti di domande
una per radice ma ero proprio distratta
e valutavo il tuo nome contando le consonanti rimaste nel sentiero
della pelle
incatenate al dubbio dell'incoerenza
particolari assenti voci mute colori incolori
come la mia penna - forse verde - che sostava
e sostava
in attesa dello sbaglio.
da "Rosso diesis" Ed. La Nuova Fucina, 1996
adoro il tuo ombroso/odoroso silenzio
che va fino alla lunga linea rossa dell'orizzonte
là dove il mio sguardo non si può posare
e proprio per questo
volerò con le ali degli occhi
per costringerti d'eterno
facendola in barba al tempo.
da "Lessico in blu" Ed. Blue Service, 1997
ci sono nelle immediate lontananze parole che nascono chissà dove
parole che crescono e gemono che servono a tutto e a nulla
ci sono magari in un angolo sopito della notte
frasi che si rincorrono frastuonandosi in cerchio a mò di girotondo
c'è probabilmente non molto vicino ancora un apostrofo di me
che vestita di luce celeste piango rido grido faccio l'amore
muoio e risorgo insabbiata di mare isso la penna al vento e scrivo
scrivo fino a mordermi le labbra e mi stropiccio gli occhi zeppi di luna
un sogno rotondo un sogno masticato e ingigantito come fotografia
per catturarne i particolari un sogno di gambe svelte
di corpi astratti rubati ai pittori un sogno da difendere sempre
c'è certamente a pochi metri tutta la mia incazzata capigliatura
quella lucida e vergognosa ribellione che muove tutte le cose
le sdoppia le riflette le abbellisce è tutto come in un nero inferno
chiassoso e inutile come mi sento io adesso
infelice la mia mano infelice il caffè infelici l'ombra e il giorno
ci sono tra i centimetri della mia pelle le tue spalle nude
e sulle mie labbra rosse le tue guance pallide
sui miei occhi verdi c'è esiste e si dibatte il colore della musica
che rende vero il pensiero lo materializza lo bacia lo eccita
e tutto questo è meravigliosamente blu
da "Lessico in blu" Ed. Blue Service, 1997

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