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Gabriele Maria Cucolo |
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Gironzolando
srotola lo sguardo
e osserva
il mondo che gira...
Timidamente
passeggia sul filo
mentre il vento
gli accarezza la coda...
Poi lasciando nell'aria
pulviscolo di libertà
tira forte il suo strascico
sognando cieli senza catene...
Custodisco, geloso
parole sgorgate da un sorriso
- tutto, eternamente -
e il respiro di una certezza
che lascioò acceso di palpiti
il cuore,
focolare d'una attesa...
Ora il mio smarrimento
non cerca sentiero
e nei labirinti del perché
e negli abissi dell'ormai
dispiega le sue ore
fra labbra di arenili assolati
e brividi d'ombra...
Scivolo
nel frastagliato fluire dei giorni
conservando
parole donate ai tramonti
e mi appaga
la magia della vita
che dipanando il tempo
annichilisce la morte...
Raccogli, uomo,
contorni di certezze
racchiuse in scrigni d'argento,
canti arcane filosofie
nascenti da secoli
di ignoranze e paure,
continui a gettar sassi
nelle cornici
di orizzonti di ricordi.
Ascolti,
stolto,
il frastuono del silenzio
nel sogno di figure
accartocciate dal tempo,
oppresse dagli spazi,
immerse in pagine di favola
ombrate solo
d battiti di ciglia.
Costituisce, imperterrito,
fragili mari
e condottiero di imperi di cristallo
fuggi
sulle li dei desideri
sorvolando
guglie
...di castelli di sabbia...
Caduto in un cassetto
il mio disordine
rotolava fannullone
a cavallo di una matita
fra vecchi tratti d'inchiostro;
lo sguardo
inciampato in una virgola
accarezzava conticchiando
le curve delle lettere,
quando sentì nell'aria
l'eco di una voce
risposta lì
in momenti di gioia:
le mie ali,
un tempo innamorate,
sbattevano ora inquiete
fra le inerzie
di un amore ciarlatano
e strepitando accartocciate
scortavano
un cuore intontito
fra le credultà del mondo...
Colori di luna
di questa terra d'antichi ardori,
impugnate nuovamente
le spade impolverate
e trafiggete vittorie
in questo buio d'indolenza,
in questo creato di numeri
annaspate
in turbini di piacere.
Spalancate gli occhi dei cuori
e frantumate le ombre di fumo
che si annidano
nelle asole degli orizzonti
seminando baci d'oblio
sulle fronti malate di queste vette
soffocate dall'apatia,
perché più forte sbuffino
venti di tenerezze
negli occhi di ognuno.
Sento
tra i passi dei giorni
il ronzio di un dolore,
l'eco di sofferenze mai sopite,
pagine spiegazzate
appuntate nella memoria, e gli sbuffi neri del vento,
eterna voglia di moto
della ntura,
consumano anche la luna
lascindo che la notte
buia e sola
accarezzi il sonno
di cieli di perla...
Lascio questa mia lettera al mondo
che mai mi ha scritto;
affido il mio messaggio
a mani che non posso vedere,
nella speranza che
nelle giornate buie e tristi
esso bussi a mille porte,
che varchi le soglie del pensiero
e chiaro
canti la sua tenera maestà
Eternità:
è ciò che dedico
alle parole
di un folle
di fronte al cui desiderio
di indagare il mondo
troppo angusto è questo foglio,
capce tuttavia di contenere
misure senza fine,
rudimenti di paradiso...
Polvere di sole
appicca fuochi
nei ghiacci del mondo
e le brezze
zittiscono la tempesta...
Le ombre
seguono le luci
e le tombe sudano vita
fra sprazzi di creato
addormentati dal destino...
Mille voci, tuttavia,
avvertono
il dissolversi della folla
e in un'esistenza taciturna
seminno battiti di ciglia...
Le luci ci accecano
rendendo essere essere
ed i sorrisi
scolpiscono volti
nei riverberi del firmamento...

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