S
ommario
- Giravolte
- Passiamo... passiamo!
- Per l'orizzonte imbrunito
- Lettera alla felicità
- Lettera ad un amore perduto
- I ritrovamenti del cuore
Giravolte
Straripò magma e lapilli
tra ardere di fiamme
il vulcano dormiente!
Propizia clessidra,
per anni, aligero
facesti il mio andare:
nella pampa dei sogni
nitrì il cuore al brado
incontrando giumente
tra i venti che separano
le stagioni della vita!
Apprendistato eterno
è l'amare che investe
diroccia e trascina!
Più tu cedi e più infuria,
spruzza carezze e baci,
con un congegno ignoto
fili di destini addoppia.
Festante come trottola
che frulli, i giorni ruota:
un'aura pura ti avvolge,
affatturato da brama
ti annulli e poi risorgi!
Poi muta l'accento,
altro colore scolora
l'unico tempo d'oro!
Sfigurato e in fuga
chi apparve scompare,
l'accordo si disaccorda,
rette sghembe in parallele
siİ mutano; distanze
incomprensibili ti esiliano
in infiniti vuoti; le traversate
cessano: sulla battima
l'onda trascina spinge
e arena zattera di speme!
Esanime, più non riconosci
la madreperlacea illusione
che il cuore custodì vano
e più non stringi tra le mani!
Sommario
Passiamo...
passiamo!
Nel canestro dal bordo sfregiato
i frutti estivi ormai son rari.
L'autunno già serpeggia tre le foglie,
qualche improvviso piovasco
dispettoso cancella i sopravvissuti
rabeschi sulla sabbia lasciati,
timide folate rinfrescano l'aria.
Il cielo azzurro acceso di sole
rimpiangeremo quando l'inverno
arriverà spargendo gelo tra i rami!
Qualcuno, conosciuto sul lido
e a cui abbiamo stretto la mano
siglando un arrivederci irripetibile,
certo più non incontreremmo se mai
domani tutti ritornassimo al mare.
Chi mai tiene i fili delle stagioni,
chi all'impazzata spara pallini minuti
nel mucchio che si attarda ignaro!
Lungimiranza spiegaci l'arcano
che assottiglia il gregge degli umani:
dove mai sarà chi più non vedremo
quando un altro giro avrà compiuto
la ruota solare?
Forse nel mezzo del cielo avrı trovato
la sua dimora e noi rimasti quaggiù
da lassù additerà inviandoci un saluto.
Come atterrisce e si prolunga
l'evoluta delle cose perdute!
Dalla memoria, un dì sbucherà il ricordo
di colui a cui parlammo da vivo a vivo,
di chi ci ha preceduto sulla linea di arrivo
nella maratona che ha per traguardo
l'ultimo vuoto. Passiamo,
passiamo ...senza poter restare!
Sommario
Per l'orizzonte
imbrunito
Per l'orizonte imbrunito
vagabondo erra lo sguardo,
solo sfumati contorni
di paesi remoti ancor distingue
tra cedimenti e franare di luci.
Qui in questo spicchio di terra
non vi sono costole di monti
cime seghettate, panfili nella rada
o altro possibile miraggio amico
che rivistato rallegri la vista
prima che capitoli delusa
al calare dell'ombra serale.
Ah l'occhio, a morir di luce,
sulla soglia dell'invisibile giunto
che si smarrisce e ripiega incapace!
Se non accorresse la mente
e si spalancasse il battente
della lungimiranza, tutti fermi
rimarremmo semichiechi a fissare
la prominente punta del naso!
All'iride del cuore giungano
balenii di bagliori dallo scintillare
di raffiguramenti raggiati!
Andiamo dove non vediamo,
accendiano gli abbaglianti
per fendere i muri di spesse oscurità
che si innalzano a evaporar di illusioni,
un varco troviamo all'immaginazione
quando a macchia d'olio, nel cuore
una paura mobile si effonde senza fine
e..una torbida intelligibilitı ci fa tremare!
Sommario
Lettera alla
felicità
Felicità, amante irraggiungibile
e mai potuta abbracciare
per lontananza di allietanti attimi,
parola che un tempo sempiterno
impietoso ripropone e assassina,
svolta invocata dal cuore al crocicchio
di estenuanti rettilinei di tristezze,
quante volte mentitrice e immemore
appuntamento mi desti e poi,
vana e infinita, rendesti l'attesa
di un accadimento che mai gridai;
nè un ferro di cavallo stretto tra le mani
scongiurò che quella promessa rara
si trasformasse in evento mancato!
Lustro mai offristi ai miei giorni;
toccasana, non alleggeristi le mie pene;
mai, battè il cuore al ritmo dei tuoi passi!
Doloroso è rileggere
nel memoriale dei ricordi
quante volte con un frusciare di gonna
o con l'improvviso dardo di un occhio
a me rivolto ti scambiai!
Tu ben sai la trepidazione di colui
che con cupidigia fissa nella vetrina
l'oggetto delle sue brame!
Ah la vela all'orizzonte
che dirige al glauco di quiete acque,
la volontà del degente guarito
che ritrova la voglia di vivere smarrita,
l'ansia di chi fa rotta alla sua Itaca
stremato da esistenziali odissee!
Tu non sai come ripiega la vita
ad ogni ripetuto inganno, come
in atro fondo precipita ogni disegno
quando una pesantezza opprime il cuore;
come ad ogni mortale strozzo di sogni
in sè, la terra che sostiene i nostri passi,
riassorbe rigurgitate illusioni!
Chimera tu non sai..... tu non sai!
Variopinta spergiura, ai tuoi credenti,
fermi sul sacrario delle martiri speranze
vera sembianza fatti e non fola!
Sommario
Lettera ad un amore
perduto
Nella confusione della mia vita
per un momento ho creduto
che tu fossi ancora sul balcone
a vedermi passare con nel cuore
una speranza e sul volto un rossore.
Ridestato dal vero, senza avere
ripreso il controllo di me stesso,
mezzo intontito ho riaperto gli occhi:
cessata era l'illusione!
Pur se di nulla negli anni
ho riempito il mio tutto,
l'abitudine amara ho serbata
di parlare con il tuo fantasma
e nel vaniloquio registrare
puntuali e risapute risposte.
Sorpresa oggi non sarai di sapere
che passivo è il bilancio finale
dei miei giorni, che la secchia
sospesa all'arruginita carrucola
dal pozzo acqua più non attinge
e che sempre di te la mia sete resta.
Rimasto qui sul molo a guardare
tutte le imbarcazioni prendere il largo,
solo, non ho trovato più imbarchi:
per me, inutile a sera è stato ogni faro.
Follia d'amore, si rasserena a poco a poco;
da ogni pensiero fisso ti stacchi, un tempo
interiore assorbe, come secca spugna
fa con l'acqua, l'amaro traboccato dal cuore:
questo spesso ho pensato e senza
un autentica convinzione, vano creduto!
Potessi vivere senza desideri,
riparare l'errore irrimediabile
e stordire la memoria del tuo ricordo,
allora acquisterei un'altra oncia di vita,
non temerei di continuare altre guerre
e sopportare l'assalto all'ultimo sangue
portato dalle tristezze di futuri giorni..
Non si riparano le falle del tempo;
il salpare, oggi.... resta solo un sogno!

Sommario
I ritrovamenti del
cuore
All'orizzonte sgorga un bagliore frugale
albeggia. Strisce di luci tenui risvegliano
e dischiudono il calice del nuovo giorno.
Adagio, dai pendii, migrano nebbie mattutine,
i suoi giri perpetua imperterrita
la ruota degli eventi senza posa.
Tra erbe intirizzite da brine,
calano e poi d'improvviso si involano
passeracei e gazze solitari;
di tanto in tanto, chissà da quale punto,
giunge un impeto di vento e si allontana,
l'azzurro si intonaca di colori prediletti e rari.
Lontano dai ritmi imposti
dalla città operosa, con occhio gaio,
in una radura di molli zolle,
già bivacco con i miei pensieri.
Non blando brusio, non fruscìo
corrompe la solennità del silenzio che dilaga;
spettatore resto di una quiete inusitata.
Ah il ricomporsi della semplicità delle cose,
il sollievo dell'orecchio dagli insulti rumorosi,
le fragranze dei profumi campestri, la quiete
dell'aria pura che altro respiro al petto dona!
Lieto sono di essere prestoİ fuggito
dall'insolente erompere dell'aspro rullare
di umani strombettii scordati,
dall'invivibilità deiİchiusi recinti di case,
dal timore di essere pressato
malamente da calca di gente.
Starsene soli ogni tanto,
riscoprire un senso di vita smarrito,
affrancarsi da un sottile e celato
affanno che opprime il cuore,
udire chiaro e secco
il richiamo misterioso dell'immanenza,
fermarsi per un poco su unaİpiazzola
del ripido pendio della vita
e ammirare la terra e il cielo
prima che un moto perpetuo
mi precipiti senza avviso,
codesto tante volte
è baluginato tra le mie brame!
E' solo neiİ brevi momenti
in cui ci riappropriamo di noi stessi
che avvertiamo l'infinito perdurare di un attimo,
che spezziamo i reticolati dei nostri confinamentie
corriamo, corriamo tra distese di emozioni
con una dolcezza e un tepore nel petto
dimentichi di essere.... atomi volatili del vivente!
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