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M'inghiotte
Nell'ombra
Come una pietra
Sul cielo.
E
sento
L'immortale tormento
L'immortalità delle statue
Sotto
la maschera rossa
Gloria e vergogna.
Ho bussato
Di
nuovo
Alla porta
Con la testa insanguinata
Contro il cielo
cavo
Veggente della tenebra bianca
E cieco
FRa derisione
E
delirio
Disperso dal riso disperato
Nel vuoto per sempre essere
sabbia.
Cadavere in penombra,
Lontano sole,
Nonna,
Giochi
d'ombre.
Mani invisibili
Fra porte d'avorio.
Brilla la
luce mobile delle candele.
Pensare
Ed un lungo silenzio:
Nausea,
Ma di forza dotato
Le del
mondo passioni
Spartano allontano...
E mi ergo
Indifferente
E
continuo
Il cammino,
Solitario,
Mendace,
Burattino
E candido
fuori
Fiori
Di rimorso
Dentro
M'approprinquo
Al velo
Del
vero
Scoperto
E ora privo
Delle
illusioni
Percorro
Brancolando
Alla ricerca
Di un
varco
Esaustamente io.
La nube è squarciata
E chimere rasate
I miei
sogni
Teatri di ricordi e di speranze
Alveari d'incanti
Come
larve
Divorano e vomitano
Bolle di sapone
Al vento.
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