Comunicato stampa 22 - 23 - 24 Aprile 1999 - Cineteca comunale di Rimini -
Palazzo Gambalunga - Progetto immagine Cineteca comunale Comune di Rimini -
Assessorato alla Cultura
Poevisioni
Elettroniche
Parole
Virtuali
A cura di
JULIEN BLAINE e CATERINA DAVINIO
In collaborazione con
karenina.IT Rivista telematica
http://www.geocities.com/Paris/Lights/7323/kareninarivista.html
Scritture performative e tecnologie
Video di:
JOACHIM MONTESSUIS, "Erratum", 8', video, performance di Donnes,
Pey, Blaine, Chopin, Ferrer, Piegza, Knittel, Martel, Marietan, Giroud,
Dupuy, Kerleo (Francia)
NICOLAS TARDY, "6 P.A.V. (Poème Actions Vidéos)", 2',
videoperformance (Francia)
AKENATON, "Poemes Numeriques", 5', video (Francia)
GIOVANNI CODA, "Ex Vision", 5', video e testo di Giovanni Coda (Italia)
GIUSEPPE ZIMMARDI, "Traenen", 4', video, dal ciclo: "Video per la
partitura di Giorgio Battistelli Begleitmusik zu einer Dichtspielszene"
CATERINA DAVINIO, "La casa-teatro di Sade", 4', sonoro digitale,
computer-azione e video di Caterina Davinio (Italia)
Progetto:
Davinio Art Electronics - Archivio di Arti e Scritture Elettroniche Roma -
Monza 99
V. Oslavia 34
20052 Monza
Fax. 039-323389 Tel. 0338-8994242
La minirassegna che portiamo a Round 99 Ë una selezione, ridotta per
ragioni di spazio, di Poevisioni 98. Raccoglie opere video che si
confrontano con la letteratura, con la poesia performativa, sonora e
visiva. Come le manifestazioni che l'hanno preceduta, Parole virtuali
documenta aspetti della ricerca internazionale e presenta artisti di
generazioni diverse.
L'attenzione dei circoli letterari per questo tipo di sperimentazione
è recente. Sono rari i critici disposti a riconoscere dignitý
letteraria a ciò si allontana dal verbale e dal cartaceo; anche le
aree sperimentali della poesia visiva, performativa e sonora hanno nutrito
una certa diffidenza verso l'immaginario di registro basso del video
amatoriale, inoltre con difficoltý si accettava l'idea di una performance
che non
vedesse la centralità del corpo del performer e della voce del
poeta.
Il nostro progetto si è avvalso negli anni sia dei circuiti
letterari, sia di quelli del video d'arte e del video indipendente. Si
dovevano superare anche alcune chiavi di lettura dell'universo video,
legate al cinema sperimentale, per intraprendere l'analisi del percorso che
dalla poesia visiva, sonora e performativa, portava alla poesia
video-visiva, alla videopoesia, a testi sonori digitali, agli ipertesti,
all'interattività, a performance in rete basate sulla comunicazione.
L'universo letterario, entrato in contatto forse in ritardo con le
tecnologie rispetto alle arti visive e al cinema, scopre cosÏ la
capacità di creare strutture nuove di testo, di narrazione, e un
nuovo modo della scrittura di collocarsi nel mondo progressivamente
più virtuale della comunicazione.
Abbiamo voluto superare da un lato il discorso critico sull'opera
elettronica come estetica delle immagini digitali, dall'altro l'automatismo
secondo il quale l'immagine elettronica nutrirebbe già in sé
una rivoluzione dell'oggetto artistico, della sua creazione, conservazione
e del suo mercato. Riteniamo che il nuovo delle arti e delle scritture
elettroniche non si basi solo sulle tecnologie impiegate - con
rapidità le "nuove tecnologie" diventano obsolete - e crediamo
invece nel nuovo come struttura, come processo.
Le scritture performative legate al video hanno una lunga storia e
producono oggetti artistici molto diversi, che vanno dalla performance
ripresa e montata in digitale, alla performance come digitalizzazione in
tempo reale, come azione telematica, come gestualità minimale sulla
tastiera del computer, alla ripresa della performance di cui vengono
lavorati frammenti in fase di postproduzione per costruire un insieme
completamente diverso. Non tutti questi aspetti possono essere scandagliati
in una rassegna breve come quella che proponiamo a Round, tuttavia è
possibile gettare un rapido sguardo su alcune modalità del rapporto
parola-gesto-tecnologie.
In Ex-visions di Coda il testo, creato dallo stesso artista, ha un ruolo
centrale nel video, di cui esistono diverse versioni a testimoniare la
manipolabilità dei materiali elettronici e il fatto che l'oggetto
che ne scaturisce non è mai compiuto, definitivo. In La casa-teatro
di Sade il testo del romanzo viene invece cancellato, sovrascritto, mixato
e infine ricostruito digitalmente come partitura multimediale, magma sonoro
che conserva piccoli frammenti di "testuale" in cui il senso poetico
è ricostituito. Talvolta prende consistenza l'idea di una
parola-gesto, di una parola-silenzio, di un'immagine-buio che attribuiscono
valore al suono come continuazione dell'immagine e al silenzio come
continuazione del suono (Modr). In Zimmardi il video, "scena" della
partitura, usa elementi minimali di realtà in composizioni quasi
informali. Tardy confeziona brevi flash performativi, in cui confluiscono
lucidità, ironia e dissacrazione, mentre nel coinvolgente Erratum di
Montessuis sono assemblati e trattati elettronicamente frammenti di
performance di alcuni tra i maggiori poeti performativi internazionali
(Donnes, Pey, Blaine, Chopin, Ferrer, Piegza, Knittel, Martel, Marietan,
Giroud, Dupuy, Kerleo). Il valore di documento di questo lavoro si somma a
quello della sintesi originale del video d'arte che crea un flusso di
immagini, suoni e gesti dal ritmo ossessivo, incalzante, in cui l'originale
ripresa sulla performance Ë una specie di ready made dell'avanguardia.
(Dal catalogo Round 99)